L’allarme di Mattarella: razzismo e xenofobia avanzano in Italia e in tutt’Europa. Le iniziative del Papa il migliore antidoto

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“in Italia affiorano, rumorosamente, atteggiamenti di intolleranza, di aggressività, di chiusura alle esigenze altrui. Sono fenomeni minoritari, sempre esistiti, in realtà, ma sembrano attenuate le remore che prima ne frenavano la manifestazione. Non si tratta di una condizione peculiare del nostro Paese: appare così in tutta Europa e anche in altri Continenti”. Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, affida tale denuncia ai media vaticani (L’Osservatore Romano, Radio Vaticana, Vatican News), in un’intervista favorita dalla profonda amicizia (familiare) che lo lega al prefetto della comunicazione Paolo Ruffini.

Come antidoto al diffondersi da tali sentimenti anti umani, Mattarella indica il dialogo tra le religioni che, ha sottolineato, “rivestono un ruolo crescente sulla ribalta internazionale. Se questo è sempre avvenuto in altri Continenti, oggi lo si vede accresciuto anche in Europa. Questo aumento di influenza è di grande rilievo per assicurare al mondo comprensione reciproca e pace. I leader religiosi godono di prestigio e hanno un forte seguito nelle varie popolazioni. Il rispetto reciproco e il dialogo tra le diverse fedi – che parlano di pace e di fratellanza – rappresentano condizioni essenziali; e costituiscono il principale antidoto all’estremismo che cerca di strumentalizzare il sentimento religioso”. In proposito Mattarella cita con ammirazione la dichiarazione firmata dal Papa ad Abudhabi.

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Per il capo dello Stato, Papa Francesco “è subito diventato un punto di riferimento per gli italiani” e “le innumerevoli iniziative di diocesi, parrocchie, realtà associative, in favore dei più deboli, degli emarginati, di chi chiede ascolto e accoglienza sono concrete ed evidenti; e costituiscono un richiamo costante all’esigenza di aiuto reciproco nella vita quotidiana, per rafforzare la coesione della nostra comunità”.

In proposito il presidente denuncia anche i “tentativi di strumentalizzare la fede a fini politici e di potere. Il terrorismo di matrice islamista fa parte di questo antico fenomeno, purtroppo amplificato dagli strumenti moderni, nelle conseguenze della sua strategia e attività criminale; che ha colpito, ancora, negli ultimi giorni in Burkina Faso, in Iraq, in Afghanistan. Ad esso si aggiungono violenze e attentati di stampo suprematista, come quello di Christchurch, in Nuova Zelanda, contro fedeli musulmani”. “La Dichiarazione sulla Fratellanza umana firmata da Papa Francesco e del Grande Iman di Al Azhar è di grande importanza, sul piano dei principi e su quello concreto, per rimuovere le basi della predicazione di odio del terrorismo, che evoca abusivamente motivazioni religiose”, aggiunge il presidente: “Così come lo è stato il gesto di Papa Francesco a Bangui: far salire con sé, sulla papamobile, l’Imam di quella città, nel corso della sua visita nella Repubblica Centrafricana, in occasione dell’apertura del Giubileo. È stato un grande gesto, di grande efficacia comunicativa e di grande apertura”.

Mattarella loda anche “la presenza della Chiesa italiana nella dimensione culturale, educativa e sociale, che è – confida – motivo di riconoscenza. Le innumerevoli iniziative di diocesi, parrocchie, realtà associative, in favore dei più deboli, degli emarginati, di chi chiede ascolto e accoglienza sono concrete ed evidenti; e costituiscono un richiamo costante all’esigenza di aiuto reciproco nella vita quotidiana, per rafforzare la coesione della nostra comunità”.

Secondo il capo dello Stato, non si deve tuttavia confondere con razzismo e xenofobia quel “profondo disagio sociale, provocato dalla crisi economico-finanziaria del decennio passato e, a ben riflettere determinato, non soltanto in Italia, anche dal trasferimento di risorse, sempre più ingenti dall’economia reale alla finanza speculativa; dal forte aumento della distanza tra i molto ricchi e la gran parte della popolazione. Anche i mutamenti nel mondo del lavoro, conseguenti alla globalizzazione e alle nuove tecnologie – entrambe, peraltro, condizioni, per tanti aspetti, positive – contribuiscono a far sorgere incertezza, e insicurezza, nel tessuto sociale. Si sono generate, come dicono gli studiosi, periferie esistenziali, non soltanto territoriali. Ambiti di sofferenza e di disagio, frutto dello smarrimento che viene avvertito diffusamente. Smarrimento accentuato dal venir meno di soggetti aggreganti in vari versanti della società – dalle varie realtà associative ai partiti politici – o dalla loro diminuita capacità di attrazione e rappresentanza. È necessario evitare che questi fenomeni, così diversi fra di loro, si possano saldare, determinando situazioni di paura, di avversione reciproca, di conflittualità tra persone, tra gruppi sociali, tra territori all’interno di ciascun Paese. Condizione che, come già qualche segnale indica, si trasferirebbe in ambito internazionale. A fronte di tutto questo – conclude – vi è la fiducia ispirata da quanto di positivo si registra, ed è ampio, nella nostra società”.

L’articolo L’allarme di Mattarella: razzismo e xenofobia avanzano in Italia e in tutt’Europa. Le iniziative del Papa il migliore antidoto proviene da FarodiRoma.

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